sabato 2 agosto 2008
giovedì 31 luglio 2008
Stato di massima allerta o di massimo degrado?

Leggi farraginose che negano tutto, di fatto permettendo tutto
La certezza dell’impunità data dal tempo, quando non dai soldi.
La connivenza della gente che ha venduto l’anima al soldo, al potere o più semplicemente all’apparire.
La produzione di macchine adatte più a piste che a strade, di armi, di eserciti di pace, di droga, di connivenze.
Giornali che campano sulla dolce vita senza misura di decerebrati coi soldi facili, trasmissioni che osannano delinquenti comuni che frodano, grassano e si propongono come leader.
La mancanza di controllo sull’origine di grossi capitali, speculazioni. Banche corsare, che sanno e tacciono.
Mandiamo l’esercito in piazza!

no!
Basterebbero poche leggi chiare ed applicate. La certezza della pena. La pubblica condanna morale del reo.
La rivalutazione della coscienza individuale e sociale.
La coerenza nel non produrre armi di qualsiasi tipo: rombanti, deflagranti, istupidenti, corrompenti.
Altro che esercito, una rivoluzione,
domenica 27 luglio 2008
Sotto il cielo di Col d'Antico

Desiderò ardentemente vivere con lui fra le stelle, le sue, le più belle.
Venne l’alba e lei tornò sulla terra, dove, al risveglio, trovò su di una collina un uomo che, con sua grande sorpresa, scoprì essere un cacciatore, la versione solare di Oreion.
Tornò la donna allora alla notte stellata e cercò le timorose Pleiadi, che del desiderio e della crudeltà d’Orione erano morte.
Chiese a loro consiglio.
Le cantarono il rimpianto della paura che le sopraffece, del diniego che scatenò la crudeltà di Oreion.
La donna pianse commossa per la loro e la sua stessa sorte.
Ma ecco che un frullare d’ali la riscosse, le Pleiadi, quali dolci e timide colombe si posavano sulle sue mani dicendole “fa che l’uomo guidi Rigel a te, fa che ti doni Alnitak e Anilam e Mintaka e quando Betelgeuse e Bellatrix saranno sul tuo capo, noi tutte risplenderemo in te”
La donna con un unico abbraccio le raccolse nel suo cuore.
Tornò sulla terra e chiese al cacciatore di portarle Rigel in un mattino solare, ed in una notte buia Alnitak, Anilam e Mintaka.
E quando lui, spontaneamente e con serenità le pose Betelgeuse e Bellatrix sul capo, in cielo, finalmente all’unisono ed inseparabili, vibrarono Orione e le Pleiadi, ed una gran pace scese lungo la corda d’argento ad avvolgere l’uomo e la donna.
Che così vissero felici e contenti tanti e tanti anni ancora.
domenica 20 luglio 2008
farfalle estive
sensazione sconcertante
C’è un valore nella coppia, che sta nell’unità creata dalla complementarietà degli individui, dal “sogno” comune, dalla capacità di “concedere” sé stessi e dalla possibilità di farlo in assoluta fiducia. Non sempre è realizzabile, ognuno di noi ha la tendenza a perpetuare schemi di sopravvivenza infantili, per cui se non c’è una sovrapponibilità degli schemi si verifica quello che gli inglesi definiscono, semplicemente ed onomatopeicamente, “a struggling on”.
Così io, dopo aver dato tanto valore all’essere nel cuore e nella mente, ora non sono più nessuno.
Certo non disconosco tutte le cose che ho fatto, ma sicuramente rimpiango di aver assecondato troppo le persone che ho amato. Questo non ha dato certezze né a loro, né tanto meno a me.
A questa età si incomincia a sentirsi più vulnerabili, sai che le forze non ti assisteranno quanto le esigenze della vita, che avrai bisogno di essere tutelato oltre le tue capacità, sai anche che non sei riuscito a costruire una coppia o una società che lo faccia, così ti senti inquieto e non sai che fare degli ultimi barlumi di forza: resistere strenuamente o lasciarsi andare?
Ho un sogno che senz’altro serve al mio cuore ed è un’eredità che posso lasciare alle mie figlie, forse servirà anche alla sopravvivenza del domani.
Che faccio?
Lotto per tenerlo o faccio, per l’ennesima volta, quello che vogliono gli altri, sperando che mi garantisca un pochino oltre l’oggi?
È veramente difficile decidere.
giovedì 10 luglio 2008
Spazzatura viva!

Nella mia vita mi è capitato spesso di incontrare persone con le idee diverse dalle mie.
Ho sempre reputato l'evento una fortuna: un'apertura su altri che me, l'opportunità di una verifica dei punti deboli del mio pensare, l'opportunità di rivedere, correggere o perfezionare idee ed azioni (le mie!) oppure di cercare nuovi modi di comunicare con gli altri.
Oggi, mentre cercavo tra la spazzatura (come suggeritomi da sappiamo-chi) chi sono, scoprivo che proprio l'impossibilità di vederci come siamo ed una (colpevole) rigidità di vedute impedisce la continuità della vita e ci trasforma in "spazzatura". Basterebbe darsi da fare con fedeltà e coerenza ai propri ideali, ma anche con fantasia, agilità, attenzione.
Ho visto il corpo vitreo di una damigiana inserito in un muro di paglia, nel sottotetto buio di una casa nel bosco. L'avevano recuperato da una discarica, perchè erano stati capaci di pre-vedere, quella luce che ora conduce la magìa verde del bosco nel sottotetto della loro amata casa!
lunedì 7 luglio 2008
cammino lungo il torrente


un caffè sul poggiolo ed una bella camminata al fresco.
Le mani nell'acqua a cercare i gamberi sotto la ripa, a coppa intorno agli occhi per cercare di vedere attraverso i riflessi dell'acqua le trotelle nelle pozze più profonde.
I brividi ad ogni fruscìo nell'erba e respirare di sollievo perchè girandomi scopro che Patua e Blacky mi hanno raggiunto.
nero
elegante, chi non ricorda l’eleganza degli abiti neri da mezza sera
poco sporchevole, i grembiuli a scuola
scoperta: che troverò sulla lavagna oggi?
magìa, il cappello ed il gatto delle streghe
caldo, la pelle di ‘Ndour
paura, l’angolo buio dell’infanzia
lutto, lustri di panni neri sulle donne
bugia, tonache che coprono uomini
intimidazione, le divise dei corpi speciali di buona memoria
sprezzante vanagloria, una camicia….
Guardando il telegiornale questa sera, mi sono resa conto che è un bel pezzo che capita di vedere certa gente con la camicia nera sotto un comune completo maschile ed il braccio teso a salutare
cara al sol, la camisa negra….
Mi piace tanto la mia Lombardia, mi piace tanto il suo verde. Nella mia immagine mentale la Lombardia è il verde, un colore che amo moltissimo, ma che non indosserò mai più. Qualche anno fa’, ho impacchettato gli ultimi golf e l’ultima camicia di seta (regalo della mia mamma) e li ho dati alla Caritas.
Nero.
Per evitare brutte sorprese in campagna non metto mai mani o piedi negli angoli bui, eppure, per far risaltare qualsiasi colore lo appoggio sul nero, se voglio essere sicura di valorizzare un monile, lo accosto al nero.
Ora non capisco più.
Questi uomini, attenti al capello, vogliono valorizzare la dentiera? sono diventati tutti sfegatati fan del protocollo di Kyoto e vogliono risparmiare sulle mandate di lavatrice? o… vogliono mandarci un inconscio e minaccioso messaggio?
Scelgono il nero o sono scelti dal suo lato peggiore?



